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Articolo 612 quater cp: Illecita diffusione di contenuti generati o alterati con IA

Articolo 612 quater cp. L’evoluzione tecnologica ha introdotto nuove forme di aggressione alla sfera personale, portando il legislatore a intervenire con urgenza per colmare un vuoto normativo pericoloso. L’art. 612-quater del Codice Penale, introdotto dalla Legge n. 132 del 2025, mira a punire chi utilizza l’intelligenza artificiale per creare falsi realistici (i cosiddetti deepfake) con l’intento di danneggiare la vittima. Questo reato si colloca tra i delitti contro la libertà morale, tutelando il diritto dell’individuo di autodeterminarsi senza che la propria immagine o voce venga manipolata digitalmente.

Rappresentazione concettuale di un'intelligenza artificiale applicata alla persona, con cervello digitale e circuiti, per l'analisi del reato di diffusione illecita di contenuti IA (art. 612-quater c.p.) – Assistenza legale Avvocato Alessandro Salonia Milano.

Testo dell’Articolo 612-quater c.p.

Illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale.

Chiunque cagiona un danno ingiusto ad una persona, cedendo, pubblicando o altrimenti diffondendo, senza il suo consenso, immagini, video o voci falsificati o alterati mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale e idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio ovvero se è commesso nei confronti di persona incapace, per età o per infermità, o di una pubblica autorità a causa delle funzioni esercitate.

Analisi Giuridica: Consulenza penale Avvocato Salonia

Per comprendere la portata di questa norma, è necessario analizzare gli elementi che costituiscono il reato, poiché non ogni alterazione digitale configura una fattispecie penale.

1. La condotta e l’evento di danno

Il reato si configura quando un soggetto diffonde o pubblica contenuti (immagini, audio o video) creati o modificati tramite intelligenza artificiale. La particolarità risiede nel fatto che non basta la semplice manipolazione: la condotta deve essere finalizzata a cagionare un danno ingiusto. Tale danno non è necessariamente economico, ma può riguardare la reputazione, la vita privata o l’equilibrio psicofisico della vittima.

2. L’idoneità a indurre in inganno

Un punto cruciale per la difesa è il concetto di “falsificazione grossolana”. Se l’alterazione è talmente evidente da non poter trarre in inganno nessuno (si pensi a un video satirico palesemente irreale), il reato non sussiste per inidoneità dell’azione. La norma richiede che il contenuto sia idoneo a ingannare sulla sua genuinità.

3. Sistemi di intelligenza artificiale

Il legislatore definisce i sistemi di IA come sistemi automatizzati in grado di generare output (contenuti) che influenzano ambienti fisici o virtuali. La qualificazione tecnica dello strumento utilizzato sarà uno dei principali nodi interpretativi nelle aule di tribunale.

4. Regime di procedibilità e pene

La pena prevista è la reclusione da uno a cinque anni. Generalmente il reato è perseguibile solo se la vittima sporge querela, ma si procede d’ufficio se la vittima è un minore, un incapace o una pubblica autorità.

Domande Frequenti

Cosa rischio se pubblico un video deepfake per scherzo?

Se il contenuto è idoneo a ingannare il pubblico e provoca un danno ingiusto alla persona ritratta (ad esempio ledendone la dignità), si rischia la reclusione da 1 a 5 anni. La natura “scherzosa” non esclude il dolo generico richiesto dalla norma.

È possibile essere arrestati per questo reato?

Sì, l’arresto in flagranza è facoltativo e sono applicabili misure cautelari come la custodia in carcere, data l’entità della pena massima.

Cosa fare se qualcuno ha pubblicato un mio audio manipolato con l’IA?

È fondamentale agire tempestivamente sporgendo querela entro i termini di legge, a meno che non ricorrano i casi di procedibilità d’ufficio. Un avvocato penale Milano esperto può aiutarvi a raccogliere le prove digitali necessarie.

Il reato sussiste se ho ottenuto il consenso verbale ma non scritto?

Il consenso è un elemento centrale: la mancanza di consenso integra la materialità del reato. In sede processuale, l’onere di dimostrare la consapevolezza del consenso spetta spesso all’imputato; l’errore sul consenso deve essere fondato su basi solide per avere valore difensivo.

L’importanza di una Difesa Penale Specialistica per Reati Digitali e Deepfake a Milano

Essere coinvolti in un procedimento per illecita diffusione di contenuti generati con IA (art. 612-quater c.p.) espone a conseguenze legali gravissime, con pene che arrivano fino a cinque anni di reclusione. La natura immateriale del reato rende il confine tra la satira, l’errore tecnico e la condotta criminale estremamente labile, specialmente quando la manipolazione digitale è così raffinata da essere indistinguibile dal vero.

Come emerge dall’analisi normativa, una difesa generica che si limiti a invocare la “natura ludica” del contenuto o l’assenza di dolo rischia di essere del tutto inefficace. L’autorità giudiziaria valuta infatti con estremo rigore l’idoneità del deepfake a trarre in inganno il pubblico e la sussistenza del danno ingiusto: una strategia difensiva approssimativa, che non consideri l’analisi forense dei software utilizzati o la tracciabilità dei dati, può tradursi in condanne pesanti basate sulla lesione della dignità e della reputazione della vittima.

Per chi è accusato, è indispensabile un’analisi tecnica chirurgica volta a verificare l’effettiva capacità ingannatoria del contenuto e la reale portata del danno, valorizzando elementi oggettivi come i metadati dei file, le modalità di diffusione e l’eventuale mancanza di intenzione lesiva. Allo stesso tempo, per la persona offesa, è fondamentale un’assistenza legale che sappia cristallizzare tempestivamente le prove digitali prima che vengano rimosse dai server, garantendo la tutela della propria identità digitale e l’ottenimento del risarcimento per il danno subito.

Che tu debba difenderti da un’accusa legata all’uso illecito dell’intelligenza artificiale o che la tua immagine sia stata manipolata e diffusa online, è determinante affidarsi tempestivamente ad un esperto in diritto penale come l’Avv. Alessandro Salonia a Milano.

Lo Studio Legale Alessandro Salonia garantisce un’assistenza qualificata e tecnicamente all’avanguardia, esaminando con rigore ogni prova informatica e ogni dettaglio tecnico per costruire la strategia più solida per il tuo caso. Per approfondire le aree di intervento e i servizi legali Milano offerti, visita il sito https://avvocatosalonia.it.

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