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Violazione privacy controllo del cellulare

    Violazione privacy controllo del cellulare: quando si configura il reato

    Il caso: la sentenza n. 19421/2025 della Cassazione Penale

    Violazione privacy controllo del cellulare. Con la sentenza n. 19421/2025, la Corte di Cassazione affronta un delicato tema di diritto penale: l’accesso al cellulare del coniuge senza autorizzazione. L’imputato, in fase di separazione, aveva acquisito messaggi privati dal dispositivo della ex moglie, protetto da password, e li aveva poi utilizzati nel giudizio civile.

    La condotta, pur non accompagnata da violenza fisica, è stata ritenuta penalmente rilevante in quanto idonea a violare la sfera di riservatezza digitale della vittima.

    Violazione privacy controllo del cellulare -Avvocato Penalista Milano - Avvocato Penalista Alessandro Salonia

    Il principio di diritto: la tutela del “domicilio informatico”

    Il telefono cellulare è considerato dalla giurisprudenza un vero e proprio sistema informatico. La Cassazione ribadisce che accedere a un sistema protetto da password, contro la volontà del titolare, integra il reato di accesso abusivo a sistema informatico ai sensi dell’art. 615-ter c.p.

    Tale norma, introdotta con la legge n. 547/1993, tutela la riservatezza informatica al pari del domicilio fisico, estendendo la protezione ai dati personali custoditi nei dispositivi elettronici. Non è rilevante che lo scopo dell’accesso sia personale o coniugale: ciò che conta è la volontà del titolare di escludere terzi.

    Conseguenze penali – Avvocato Penalista Milano

    Il reato di cui all’art. 615-ter c.p. è punito con la reclusione fino a tre anni. La violazione si configura anche qualora l’agente, pur avendo accesso autorizzato in altro contesto, utilizzi i dati per finalità estranee e non consentite. In questo caso, la Corte ha confermato la condanna per l’accesso abusivo, rigettando la tesi difensiva secondo cui il dispositivo non fosse protetto.

    Considerazioni – Avvocato penalista Alessandro Salonia

    La sentenza chiarisce che controllare il cellulare del coniuge senza autorizzazione può integrare una grave violazione della privacy penalmente sanzionata. In un’epoca in cui la comunicazione avviene prevalentemente tramite dispositivi digitali, la protezione del “domicilio informatico” assume un ruolo centrale.

    Avvocato Penalista Milano, l’Avvocato Penalista Alessandro Salonia offre assistenza qualificata in materia di reati informatici e violazioni della privacy, garantendo difesa tecnica anche nei contesti coniugali e familiari.

    Per una consulenza legale dedicata, è possibile contattare lo Studio Legale dell’Avvocato Alessandro Salonia.