Introduzione all’Accesso Abusivo a Sistema Informatico (Art. 615-ter c.p.)
L’accesso abusivo a un sistema informatico è disciplinato dall’art. 615-ter del Codice Penale, introdotto dalla Legge n. 547 del 1993, che ha segnato un cambiamento significativo nel diritto penale italiano per tutelare il cosiddetto “domicilio informatico”. Questo reato punisce chiunque si introduce in un sistema informatico o telematico protetto senza autorizzazione, oppure vi permane contro la volontà del titolare. La norma considera il sistema informatico come un’estensione ideale dell’ambiente protetto, riconoscendone un valore di tutela simile all’inviolabilità del domicilio fisico garantito dall’art. 14 della Costituzione.

Le Specifiche del Reato Secondo la Giurisprudenza
Secondo la giurisprudenza consolidata, il reato si configura non solo quando una persona non abilitata accede a un sistema informatico, ma anche quando chi è autorizzato ad accedervi viola le condizioni e i limiti imposti. La Corte di Cassazione ha stabilito che costituisce reato anche l’accesso o il mantenimento nel sistema con finalità o operazioni diverse da quelle per cui è stata concessa l’autorizzazione.
Esempio giurisprudenziale: Nella sentenza n. 27900/2023, la Suprema Corte ha affrontato il caso di due ex dipendenti di una società, che, una volta usciti dall’azienda, modificarono le credenziali di accesso di un account aziendale Dropbox, rendendo impossibile l’accesso ai legittimi proprietari. In questo caso, la condotta è stata considerata un abuso, poiché le modifiche non rientravano nelle finalità consentite.
Elementi Oggettivi e Soggettivi del Reato
Gli elementi fondamentali per configurare il reato di accesso abusivo a un sistema informatico sono due:
- Elemento oggettivo: l’introduzione o il mantenimento nel sistema contro la volontà, esplicita o implicita, del titolare. Questo può includere la modifica delle credenziali di accesso o altre azioni che limitano l’utilizzo del sistema.
- Elemento soggettivo: la consapevolezza e volontà di accedere o rimanere nel sistema contro la volontà del titolare. L’eventuale intenzione di utilizzare i dati o le informazioni in modo illecito può configurare ulteriori aggravanti.
Le Pene Previste per l’Accesso Abusivo a un Sistema Informatico
Il Codice Penale prevede per l’accesso abusivo a un sistema informatico o telematico una pena base della reclusione fino a tre anni. Tuttavia, le pene possono aumentare in determinate circostanze aggravanti, come quando l’accesso comporta l’alterazione, la cancellazione o la sottrazione di dati, o ancora se il sistema è utilizzato da enti pubblici o per servizi di pubblica utilità.
Conclusioni e Considerazioni Finali
L’Avvocato Penalista Alessandro Salonia, esperto in diritto penale e reati informatici, consiglia di prestare massima attenzione alle normative e alle policy aziendali per evitare di incorrere in accuse di accesso abusivo a sistemi informatici. La consapevolezza dei propri limiti e delle regole di accesso può fare la differenza tra un’azione legittima e una potenziale condanna penale.
Se necessiti di una consulenza legale in merito a un caso di accesso abusivo a un sistema informatico, lo Studio Legale dell’Avvocato Penalista Alessandro Salonia a Milano è a tua disposizione per offrire assistenza e chiarimenti in merito.